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I Glory Hunter: dagli inizi ai nostri giorni.

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I Glory Hunter: dagli inizi ai nostri giorni.
I primi concerti, il primo demo.
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Il primissimo nucleo dei Glory Hunter nasce a Terni intorno alla seconda metà degli anni '8o sui banchi del Liceo Scientifico Galileo Galilei. Marco Spinazza ed Aldo Caprini, entrambi forti appassionati di musica rock in genere e del metal britannico in particolare, ben presto coinvolgono Roberto Bernabei per formare una band con l'intento di emulare i propri beniamini e poterne suonare le canzoni. I tre cominciano ad andare a lezione di chitarra classica per poi passare agli strumenti elettrici. Marco ed Aldo si dedicano alle chitarre, Roberto al basso.

Con grande smania i tre cominciano prevalentemente dedicandosi alle cover di gruppi come Iron Maiden, Judas Priest e Scorpions, passando in rassegna anche Wasp, Dokken e Accept, ma se l'embrione appare solido il gruppo ancora non c'è: mancano un cantante ed un batterista.

Verso la fine del 1987, tramite il chitarrista Andrea Palestra (ex Infire, che poi suonerà anche nei The Machine), il gruppo viene in contatto con il batterista Simone Beraldi, il quale è immediatamente inserito nella band dopo la prima prova. Con questo assetto, almeno dal punto di vista musicale, il gruppo si può dire funzionante ed infatti già in questa fase i quattro cominciano a buttare giù i primi brani originali. Lo stile è quello della N.W.O.B.H.M. anche se si sente una certa influenza delle band emergenti del metal statunitense.

La scena musicale ternana è, verso la fine degli anni '80, molto proficua; sono molte le band, soprattutto hard rock band, che girano in questo periodo: Synthesis, M.A.C.E., Bloodsucker, Warhead, Infire, ma anche Res Majes, Fragile e Shogun. Per potersi, in qualche modo, proiettare in questo contesto i quattro necessitano inevitabilmente di un frontman e di un nome. Quest'ultimo viene individuato nel titolo di una canzone del primo album degli statunitensi Armored Saint, band molto amata dal gruppo che con il nome Glory Hunter continuerà a fare concerti e produrre musica negli anni a venire.

La questione del cantante, invece, è alquanto più complicata. Tramite passaparola vari nell'ambiente degli amici, dopo un cospicuo periodo di tempo, c'è il contatto con Alessio Pressi, appassionato di musica rock con la passione del canto. Vengono fatte alcune prove ma non c'è amalgama tra la voce di Alessio, più incline al rock-blues, e la musica dei Glory Hunter, decisamente molto heavy.

Passano ancora dei mesi prima di provare un altro cantante. L'occasione arriva con Stefano Firmani, amico di Simone, il quale apprezza le sonorità hard rock e si diletta nel canto. Già dalle prime prove si capisce che la voce di Stefano, data la timbrica molto limpida e la notevole estensione, può rappresentare quello che i Glory Hunter da tempo cercavano per la propria musica. Con il suo ingresso nel gruppo, i Glory Hunter sono al completo e pronti per uscire fuori dalle cantine e proporsi al pubblico. In questa fase vengono gettate le basi per i brani "Fighting for the Earth" e "Never Satisfied".


Il primo brano ad essere completato è "Fighting for the Earth", un titolo ispirato dalla bellissima title track del primo lavoro degli statunitensi Warrior (quelli di Perry MaCarty e Bruce Turgon). "Never Satisfied" è invece ancora a metà, ma il gruppo si incontra e fa le prove "al rallentatore", a causa sia dei periodi di leva militare a cui sono sottoposti, a turno, diversi membri, sia per gli impegni scolastici dei componenti. In questa fase, abbastanza rarefatta, Aldo viene chiamato dagli Infire come prima chitarra del gruppo: il membro fondatore, Enrico Bufalini, infatti, lascia la musica per sopraggiunti impegni professionali, proprio alla vigilia della stesura dei nuovi brani. Aldo continua per un po a suonare con entrambe le band poi entra come membro fisso negli Infire mentre i Glory Hunter trovano in Giovanni Di Claudio, ex compagno di liceo, un valido sostituto oltre che un chitarrista dalla spiccata vena melodica.

Con Giovanni vengono ben presto ultimati gli altri due brani "Never Satisfied" e "Unknown Soldier" che completano il primo demo.  Intanto il gruppo, che si sta facendo conoscere nella scena heavy cittadina, cerca degli spazi per suonare, possibilmente insieme ad altre band. Locali che possono offrire un palco per live bands non esistono, neanche suonando gratis; funziona invece la formula del concerto auto-organizzato: teatro comunale concesso gratis, due-trecento manifesti pubblicitari più affissione finanziate dall'assessorato alle politiche giovanili, ricerca di sponsor e infine biglietto a prezzo popolarissimo per rientrare delle spese del service-audio. Il 26  Aprile del 1988 la cosa si concretizza in un concerto al fù Teatro Post-Modernissimo di Terni di tre band cittadine: Steelaxe, Infire e Glory Hunter, 300 spettatori paganti, heavy 100%. 

Fighting for the Earth esce nell'estate del 1989 ed è ben accolto dalla stampa specializzata (HM, MetalShock e Flash!) tanto che compaiono perfino articoli di due pagine, una cosa eccezionale per una metal band italiana. Registrato ad Amelia presso lo studio La Cantina di Walter Vincenti (chitarrista di Paola Turci, Mietta, Roberto Gatto e altri) e Paolo Chiari (fonico di Pooh, Cristicchi e Morandi) ha una veste grafica curata e professionale, il gruppo ha un look abbastanza vistoso e ricercato (a metà tra interceptor e mad max) che per i tempi è una cosa inusuale per la scena italiana. Il demo viene venduto ai concerti e, su richiesta, anche tramite posta. Alla fine del suo ciclo FFTE ha venduto circa 600 copie.

Ben presto però gli impegni musicali continuano a crescere e si manifestano le prime diversità di vedute: tra chi spinge per un maggiore impegno e chi frena perché la musica rimanga a livello di hobby, la tensione cresce ed il gruppo comincia ad apparire diviso. Passa qualche mese prima che si arrivi ad una soluzione definitiva dopo un aspro chiarimento sul da farsi: Roberto e Simone decidono di lasciare il gruppo sia per dedicarsi ad altre attività, sia per non frenare le aspettative di chi vuole rimanere e centrare obiettivi maggiori. La decisione è spiazzante perché di colpo il gruppo si dimezza e la perdita di una sezione ritmica non è una cosa facile da sostituire almeno nei tempi brevi. Passeranno mesi prima di ritrovare la stabilità ed è così che il primo ciclo dei Glory Hunter si chiude e vengono gettate le nuove basi per uno nuovo fuori dall'aria di provincia.

Continua

Ultimo aggiornamento ( Martedì 29 Dicembre 2009 16:33 )  

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